mercoledì 30 aprile 2008

Foto BBQ

Ecco a voi le foto del "ciao barbecue", la festa organizzata dagli exchange students italiani per dire addio a tutti gli amici conosciuti qui ad Ann Arbor. Colgo l'occasione anche per comunicare che ho avuto la conferma del volo di ritorno: saro` a casa il 16 Maggio in mattinata.

domenica 23 marzo 2008

Spring Break Pictures



WASHINGTON




PHILADELPHIA




BOSTON


domenica 20 gennaio 2008

Neve




Qualche foto fatta al ritorno ad Ann Arbor, quando ho trovato ad aspettarmi un bel po' di neve e delle temperature polari (in questo momento mi sto apprestando ad uscire e fuori ci sono -13, ma piu` tardi si dovrebbe arrivare anche a -18. Non vedo l'ora!)

domenica 4 novembre 2007

home sweet (messy, dirty, awful) home

Ho scattato qualche foto all`interno di casa mia, spero vi piacciano...

Ho le date definitive di ritorno a casa. Dovrei arrivare a Venezia il 20 dic alle 16:20 e ripartire per Detroit il 03 gen alle 6:20.

Quanto al resto, la vita qui procede bene. In settimana c`e` stato halloween e per quanto non sia un fan di questa festa in Italia, dove secondo me non ha molto senso, qui vanta una tradizione molto lunga e si puo` notare facilmente. Tutte le case, infatti, sono addobbate con zucche varie e in giro si incontra gente vestita nei modi piu` strani (io mi son travestito da frate...).

Il tempo per il momento e` ancora piuttosto clemente durante il giorno (si sta sui dieci gradi), ma durante la notte si toccano i -4 ed il freddo si fa sentire. Da questa settimana pero` le temperature si dovrebbero ulteriormente abbassare per assestarsi di poco sopra lo zero anche durante il giorno e martedi` sembra pure che possa arrivare la neve. Fortuna che ho appena acquistato le scarpe invernali... La sciarpa, il giubbotto e i guanti li avevo gia`, quindi mi manca solo un berretto e poi sono a posto.

I corsi universitari mi fanno dannare come al solito, ma come al solito non mi lamento troppo, perche` mi stanno anche dando delle soddisfazioni mica da poco. Arrivando qui il mio obiettivo era solo quello di passare i corsi, non perche` mi accontenti di poco, ma perche` pensavo di non poter puntare piu` in alto, visto il carico di lavoro e il problema della lingua. Invece devo dire che, modestamente, tutti i corsi mi stanno andando piuttosto bene e anche l`esame di due settimane fa, che mi preoccupava perche` sapevo che non avrei potuto usare il vocabolario, e` stato superato con un voto piuttosto soddisfacente... (ok, se ci dobbiamo vantare facciamolo bene, da quando son qui, a parte la C del primo paper, il voto piu` basso che ho preso e` stato un B+, per il resto tutte A).

Devo dire che i corsi mi stanno dando soddisfazione anche perche` mi permettono di conoscere delle persone davvero stupende... Soprattutto con un paio di compagni di corso mi trovo davvero bene... Ma ogni persona ti trasmette qualcosa... Mi stupisce moltissimo per esempio il corso di writing & literature, in cui l`insegnante, che e` tra l`altro molto giovane (e pure parecchio carina), riesce a tirar fuori da tutti un parere sulle letture, che non e` solo accademico ma spesso legato alle esperienze quotidiane di ognuno di noi e cosi` ci si confronta sui temi piu` vari. Ma sono sicuramente da ricordare anche gli incontri casuali, quelli che durano solamente una decina di minuti, il tempo di scambiare due chiacchiere. Martedi`, giusto per fare un esempio, ero al the Ark per un concerto gratuito e durante una pausa del concerto una signora cinquantenne che era seduta vicino a me si mette a chiacchiere gentilmente, mi chiede da dove vengo, come mi trovo qui, ecc... e poi le faccio io qualche domanda e scopro che e` un`indiana, un apache. E mi racconta delle tribu` apache che vivono ancora negli Stati Uniti in Oklahoma e Arizona. La maggior parte si e` urbanizzata ormai da generazioni, come la sua famiglia, ma sono stati gli ultimi ad arrendersi e a smettere di attaccare i bianchi e per questo sono considerati i piu` "mean" tra gli indiani, i piu` cattivi. E aggiunge "it`s true, so it`s better you don`t make me angry or I`ll scalp you". Poi le luci si spengono e la band ricomincia il concerto.

venerdì 26 ottobre 2007

qualche concerto

Vi copincollo dal forum di www.anidifranco.it tre recensioni, scritte per il forum medesimo, di concerti che ho visto ultimamente qui ad Ann Arbor

Josh Ritter - 10/16 - Borders Books and Music

Al Borders, la stessa libreria in cui Ani recito` le sue poesie tempo addietro, Josh Ritter tiene un concerto acustico in promozione del suo ultimo album the historical conquests of Josh Ritter. Il set e` breve, solo sette canzoni. E` primo pomeriggio e Josh e` visibilmente allegro e scherza col pubblico, che e` abbastanza sparuto. Quasi tutte le canzoni sono tratte dal suo ultimo lavoro e devo dire che in questa versione acustica suonano molto bene, meglio del previsto, considerando che l`ultimo album e` il piu` lontano dal folk della sua carriera. Non ho molto di piu` da dire, la bravura di Josh non si discute, anche se la brevita` del set non ha permesso di apprezzarlo fino in fondo. Unico highilight da sottolineare e` l`intensissima interpretazione di girl in the war, molto piu` bella della versione che si trova in the animal years. La versione dal vivo mi ha letteralmento messo i brividi (qui una versione tratta dal tubo). Dopo il concerto Josh (come ormai lo chiamo confidenzialmente) mi ha confidato che a febbraio/marzo suonera` in Italia. Io gli ho promesso la partecipazione in massa del forum, non e` che mi fate fare brutta figura, vero?

Anais Mitchell - 10/17 - The Ark

Mi reco con qualche minuto di anticipo al the Ark e mi siedo in prima fila. Per farvi capire cosa vuol dire essere in prima fila al the Ark, vi posso dire che per stare piu` comodo ho dovuto allungare le gambe sopra il palco... Raccolto nel locale c`e` il pubblico delle grandi occasioni. Dopo calcoli complicatissimi giungo alla conclusione che a prendere parte all`evento siamo in dodici. Mi fa un po` pena Anais che, appena uscita, guarda nel vuoto e si lamenta che la luce e troppo forte e non riesce a vedere bene il pubblico. In realta` dove sta guardando lei non c`e` proprio nessuno...
Ma passando alla parte piu` strettamente musicale, Anais a me piace molto per cui rinuncio ad essere imparziale e dico che il concerto e` stato intensissimo. Anais intrettiene il pubblico introducendo le canzoni, spesso spiegandone il significato, ma soprattutto canta, accompagnadosi in maniera piuttosto semplice alla chitarra. Non so perche`, ma con quella voce da bambina riesce davvero ad entrarmi dentro come poche altre performer, era stato cosi` a Milano, e` stato cosi` qui ad Ann Arbor, con la differenza non da poco che il concerto e` durato di piu` e non c`era Guaitamacchi a interromperla con le sue domande. La maggior parte delle canzoni sono ovviamente tratte dall`ultimo album, uscito con la righteous babe, ma non mancano chicche dagli album precedenti, come 1984, e una canzone in arabo imparata in Egitto. Chiusura affidata al classico Goodnight Irene in cui Anais cerca di coinvolgere il pubblico in un singalong piuttosto mogio (vi lascio indovinare il motivo). Anche per Anais vi linko qui un video (un po` troppo rumore di fondo ma nn son riuscito a trovare di meglio)

Erin McKeown - 10/25 - The Ark
Ragazzi che concerto. Sara` che questo e` fresco fresco oppure che non mi aspettavo moltissimo, ma e` sicuramente il miglior concerto (Ani esclusa) visto finora in terra americana. Prima di entrare nel vivo della recensione un piccolo antefatto: sapendo di essere particolarmente smemorato ho appeso alla porta di camera mia il programma dei concerti del the ark, sottolineando con l`evidenziatore i concerti che mi interessano, in modo da non scordarli. Ovviamente oggi arrivo a casa dopo lezione, mi collego in internet, metto su la pasta, e continuo le mie attivita` tranquillamente. Casualmente mi cade l`occhio sulla porta della camera dove vedo evidenziato il concerto di Erin McKeown. Lancio un paio di maledizioni e do un`occhiata all`orologio. Sono le 7.43. Il concerto comincia alle 8 e al the ark sono sempre puntuali. Che fare? Per un momento penso di rinunciare (la pasta e` quasi cotta, tra l`altro). Poi mi viene in mente che se il destino ha voluto che mi accorgessi del concerto in anticipo, vuol dire che ci devo proprio andare. Mi precipito di corsa al teatro e riesco ad entrare appena in tempo, trovando tra l`altro anche un buon posto vicino al palco.
Questa sera c`e` molta piu` gente dell`ultima volta e questo aiuta moltissimo Erin, che si trova a suo agio col pubblico che risponde ad ogni suo stimolo.
Erin si presenta sul palco con la sua solita pettinatura stile "ho infilato le dita nella presa della 110" accompagnata solamente da un batterista, che si rivelera` essere perfetto nel sostenere qualsiasi mood le canzoni richiedano. Una parte non trascurabile della perfezione di questa serata gli va certo riconosciuta.
Si parte con thanks for the boogie ride al quale seguono altri brani tratti da sing you sinners, album di cover swing, r&b, e rock and roll old style. Erin sembra fatta apposta per suonare questa musica e sebbene la sua voce non sia eccezionale, le sue doti chitarristiche sono straordinarie e fanno restare piu` volte il pubblico con la bocca aperta. Poi si siede al piano per eseguire la toccante ballata james e, quando il pubblico realizza la bravura con cui suona pure il piano, sono applausi a scena aperta. Un po` alla volta Erin inserisce in scaletta sempre piu` brani tratti dagli album precedenti. Le chicche sono soprattutto quelle tratte dallo splendido we will become like birds, su tutte to the stars e soprattutto we are more.
Ma Erin colpisce soprattutto per l`interazione con il pubblico, da artista navigata (anche se ha solo trent`anni) racconta storie, scherza, interroga gli spettatori, che prontamente rispondono, organizza per bene i singalong (molto divertente quando chiede al pubblico di sostuire i fiati fischiettando in coucou e tutti fischiettano una melodia diversa).
Bellissima la chiusura, affidata alla dolce lullaby e ad una versione infiammata di blackbirds, in cui prende l`asta del microfono, la posiziona sopra una sedia vuota in prima fila e canta sporgendosi dal palco. Vi linko una versione live di questo brano qui.
p.s. Erin mi ha confidato che purtroppo non ha in programma di passare dall`Italia prossimamente, per cui se la recensione vi ha fatto venire voglia di ascoltarla, vi consiglio il live Lafayette, che, pur catturando solo in parte l`emozione di questo live, e` pur sempre un gran bell`album (tra l`altro ci suonano vecchie conoscenze del calibro di Alison Miller, Todd Sickafoose e Shane Endsley)

venerdì 19 ottobre 2007

Natale a Padova

No, non è il titolo del nuovo film dei fratelli Vanzina. O almeno lo spero. Voglio invece comunicare a tutti che purtroppo per voi è possibile che dobbiate sorbirmi durante le vacanze di Natale perché, tralasciando tutti i complicati calcoli che ho fatto, è risultato che sarei libero dai corsi dal 13 dicembre al 3 gennaio e quindi avrei in programma di passare prima qualche giorno a New York e poi tornarmene a casa per una quindicina di giorni, indicativamente dal 18 al 3. Ora vi lascio, che devo scappare a cena da amici... Ci si vede a dicembre, spero.

mercoledì 10 ottobre 2007

L`università americana

Piccolo cappello introduttivo (con consiglio) a questo post: non scrivo spessissimo ma quando mi ci metto non riesco a fermarmi. Quando ho cominciato a scrivere il post doveva essere un brevissimo aggiornamento su cosa sta succedendo qui, ma invece ha finito per essere una tirata lunghissima (e probabilmente noiosa) sull`università americana. In parte ve la siete voluta, visto che in molti mi hanno chiesto di trattare l`argomento, in parte una volta iniziato ho voluto sviscerare la cosa per bene. Ecco il consiglio (aggratis): visto che, appunto, non scrivo spesso, magari leggetevi un paragrafo del post al giorno, così magari riuscirete a digerirlo tutto e quando sarete arrivati alla fine trovate un altro papiro ad aspettarvi.


È passato solamente poco più di un mese dall`inizio dei corsi universitari qui in Michigan eppure mi sembra che siano passati anni. Tutta colpa del ritmo assurdo che ci costringono a tenere... Probabilmente mi sto ripetendo, ma qui funziona tutto in modo completamente diverso dall`università italiana. A Padova io sono abituato ad essere sotto pressione durante il periodo degli esami. Non che durante il resto dell`anno sia abituato a non far nulla, ma di certo si può prendere lo studio con un pochino di rilassatezza in più, senza lo stress degli esami alle porte. Per capire la situazione che sto vivendo qui, invece, provate a immaginare che la sessione di esami si prolunghi per tutta la durata dei corsi. Otto mesi ininterrotti di sessione d`esame... Che incubo... Che realtà, invece.
Ma non voglio piangermi addosso più di tanto, anche perché ci sono sicuramente degli aspetti positivi in questo tipo di sistema educativo. Giusto per fare un esempio, in Italia ci si lamenta moltissimo che gli studenti non sono capaci di scrivere bene. Ho sentito più di un prof. all`università lamentarsi del fatto che gli studenti arrivano a scrivere la tesi di laurea e non sono capaci di argomentare a dovere. Giusto per non usare un luogo comune, mi viene da dire a questi prof “non piangete sul latte versato”. In tre anni di università italiana (uno a economia e due a lingue) gli elaborati che ho dovuto scrivere ammontano alla bellezza di DUE. Di cui uno è una cosa che mi ha preso un sacco di tempo, ma che cmq è risultata raffazzonatissima e orribile e che il prof non ha nemmeno letto, ma solo sfogliato durante l`esame (i miei amici di lingue sanno di che cosa sto parlando). Il secondo è un paper di tre pagine che ho dovuto scrivere per il corso di letteratura americana. Quello è stato letto, ma non ho mai visto né un voto né una correzione. Tra tutti i saggi di svariata lunghezza (si va dalle 3-5 pagine ai due research paper di 10-15 pagine) che ho scritto o che dovrò scrivere entro la fine di questo semestre (inizio dicembre) la somma totale è di TREDICI. Tutto ciò, tra parentesi, mi provoca uno svenimento, perché finora ne ho scritti solo tre e questo vuol dire che ne ho ancora dieci che mi aspettano... Ma il punto è che qui davvero ci si esercita a scrivere. E siccome nessuno nasce imparato, tutti devono seguire almeno due corsi di scrittura obbligatori, dove ti fanno riflettere davvero sulle tecniche per scrivere un saggio decente.
Tutto questo senza trascurare le doti orali, ovviamente. Mentre la lezione italiana si svolge in maniera totalmente passiva (il prof ti dice quello che devi sapere e tu ascolti e assimili, si spera, il sapere che ti viene impartito), qui gli studenti intervengono e discutono con l`insegnante. A volte sono anche in disaccordo con lui (non spessissimo a dire la verità, ma certo più frequentemente che in Italia). E gli studenti non sono invitati ad intervenire. Semplicemente lo DEVONO fare. Perché qui la partecipazione alla lezione va poi a influire per una percentuale che varia da corso a corso sul voto finale. E devo dire che, anche se all`inizio ero molto a disagio e tuttora non intervengo spessissimo, è davvero divertente discutere con i prof, ad esempio dell`interpretazione di una poesia di Goethe. Capisco che detto così non sembra, però sapere di dover intervenire e di dover avere possibilmente un tuo punto di vista personale sulle cose che stai studiando ti fa davvero interessare e ti fa andare in profondità su quello che stai facendo. Ed è bello anche perché (quasi) tutti i prof ti incoraggiano a farlo. Per tornare all`esempio di Goethe, che riguarda il corso di letteratura tedesca, quando il prof chiede l`interpretazione di una certa poesia agli studenti, poi non cerca mai di far prevalere la sua opinione perché ne sa di più. La maggior parte delle volte è davvero contento ed affascinato di poter vedere quella poesia da una prospettiva diversa. Se invece è in disaccordo completo con l`interpretazione, lo dice candidamente, spiega la sua prospettiva e poi ammette che in fondo non è detto che comunque sia la spiegazione giusta.
Parlare del prof di letteratura tedesca (che, per la cronaca, si chiama Frederick Amrine) mi porta all`argomento prof, che devo dire mi appassiona molto, perché la cosa che mi ha stupito tantissimo qui è di come i miei siano tutti davvero disponibili e gentili. Vi prego di non fraintendermi, sono severissimi, se c`è da dare il brutto voto, lo danno, se dicono che ci saranno ogni tanto quiz a sorpresa, poi i quiz ci sono, le date di consegna vanno rispettate, ecc... Eppure la classica separazione nettissima, studente-prof che vige in Italia (non sempre, ma di certo quasi sempre) qui non sparisce, ma è di certo attenuata. Intanto i prof invitano gli studenti per qualsiasi problema alle loro ore di ricevimento, e poi comunque c`è un`atmosfera più rilassata nei rapporti. So per certo da racconti di amici che ovviamente non è così con tutti i prof, però è più raro quel rapporto di indifferenza che si instaura così spesso in Italia, anche a causa del fatto che alle lezioni quasi sempre si è in moltissimi. Qui essendo in meno, ovviamente ci si può conoscere meglio, ma devo dire che c`è anche un vero sforzo dei prof, per esempio nell`esercitarsi continuamente a cercare di imparare i nomi degli studenti a memoria. Piccola cosa, ma che capita raramente in Italia. E credetemi, sentirsi chiamare per nome aiuta. E poi voglio raccontarvi due episodi recentissimi (accaduti proprio ieri). Il primo riguarda la lezione di Literature & Writing. Si stava guardando un film (ma non per rilassarci, fa parte del programma e dovremo scrivere un essay al riguardo) e la prof si assenta. Torna dopo dieci minuti portandoci i popcorn che era andata a cucinare al microonde che ha in ufficio. Devo dire che mi è sembrato di tornare un pochino alle elementari, ma il gesto è sicuramente apprezzabile, nessuno le aveva chiesto di farlo e quindi ha dimostrato comunque attenzione nei confronti degli studenti. Il secondo episodio riguarda il corso di Nordic Mythology, per cui devo scrivere un research paper di dieci pagine su un argomento a scelta. Bene, io come argomento ho scelto la guerra tra gli Asi e i Vani, due famiglie di divinità nordiche. È da due settimane che cerco dovunque e non riesco a trovare nulla al riguardo, né in biblioteca né on-line (a proposito, se conoscete qualche esperto di mitologia nordica, contattatemi). Ormai ho già comunicato alla prof l`argomento e non posso cambiarlo. Accenno alla prof le mie difficoltà prima della lezione e lei non mi sta ad ascoltare troppo. Io penso, “che stronza, se frega totalmente...” dopo lezione invece mi si avvicina e mi chiede di specificare le difficoltà e alla fine si resta mezz`ora a chiacchiera dell`argomento e di come potrei svilupparlo... Addirittura uscendo dall`edificio si fa un pezzo di strada assieme e lei continua a chiacchierare e a darmi suggerimenti in tutta tranquillità...
L`unico prof insopportabile è quello di letteratura americana. Che poi sarebbe la cosa che son venuto a studiare qua (o almeno la scusa per cui son venuto qua). Nel privato son sicuro che sia simpatico anche lui, anzi, a dir la verità è simpaticissimo pure a lezione, ma semplicemente non riesce a spiegare la letteratura e quindi non lo sopporto. Ma non posso parlar male di lui, perché nel paper che mi ha riconsegnato ieri ho preso A, che poi, modestamente, sarebbe il voto più alto. (in teoria esiste anche l`A+, ma sorvoliamo)
Per quanto riguarda la vita al di fuori dell`università non succede molto. Mi fa addirittura strano parlare di una vita al di fuori dell`università, talmente è diventata totalizzante. Cmq non c`è nulla di particolarmente interessante da segnalare a parte qualche cena (sempre ottima) con gli amici italiani e qualche pranzo (di solito fast-food orrendo) con gli americani che ho conosciuto.
Il tempo è insopportabile. Caldo assurdo (32 gradi) fino a ieri e ora invece piove e fa freddo (8 gradi in questo preciso istante). Non ci sono proprio più le mezze stagioni.


Un saluto e un abbraccio ai pochissimi che sono sopravvissuti a leggere fino alla fine del post (che anche se non sembra coi caratteri microscopici del blog, in word risulta lungo tre pagine piene)


p.s. permettetemi di fare le mie più sentite CONGRATULAZIONI alle due NEOLAUREATE PATTY e CIRR (che poi non ho mai capito se va con due erre o una). Cmq complimenti e please, contattatemi via mail e raccontatemi tutto della vostra laurea e un giorno lontano forse potrò anch`io raccontarvi della mia...